Intrum e Cerberus, alleanza da 1 miliardo l’anno sugli Npl

Un accordo strategico per investire nei crediti deteriorati e rafforzare la crescita nel settore finanziario

0
138
NPL-geralt-pixabay

Intrum ha formalizzato l’accordo di lungo termine con il fondo private Cerberus Capital Management, annunciato lo scorso luglio. L’intesa, precisa un comunicato, darà il via a una partnership strategica che consentirà alle due realtà di investire congiuntamente fino a 1 miliardo di euro all’anno in portafogli di crediti deteriorati non garantiti (Non-Performing Loan, NPL) su base consumer, distribuiti all’interno del perimetro operativo europeo di Intrum.

L’accordo rientra nel quadro della strategia capital-light adottata da Intrum. Questo modello consente al gruppo svedese di ampliare le proprie attività di investimento senza incrementare l’indebitamento, puntando piuttosto su nuove fonti di ricavo legate al servicing e alla gestione degli asset.

La partnership prevede un periodo di esclusiva della durata di tre anni, durante il quale Intrum si occuperà della gestione operativa dei portafogli acquisiti, fatta eccezione per alcuni casi specifici, in base a contratti di servicing della durata di cinque anni.

A fronte di questo servizio, il gruppo riceverà commissioni a valore di mercato, generando così ricavi ricorrenti. Oltre ai compensi per il servicing, Intrum beneficerà anche di commissioni aggiuntive legate alla gestione degli investimenti: si tratta di execution fees, portfolio management fees e performance-based fees, in linea con la strategia di Investment Management del gruppo. Intrum contribuirà con una quota fino al 30% del capitale investito nei portafogli, percentuale che potrà essere adeguata in base a specifiche condizioni previste dall’intesa.

«La finalizzazione di questa partnership rappresenta un’ulteriore tappa della nostra strategia capital-light», ha dichiarato Andrés Rubio, presidente e CEO di Intrum. «Cerberus è il partner strategico ideale e questa collaborazione rafforza la nostra posizione in un contesto macroeconomico che genera una forte domanda di servizi e investimenti nel credito».

Intrum, che il prossimo 27 maggio terrà la sua assemblea annuale degli azionisti, sta attraversando una delicata fase di trasformazione. All’inizio dell’anno (vedi Be Bankers del 5 gennaio), ha ottenuto il via libera al ricorso al Chapter 11, avviando così il processo di ristrutturazione del proprio debito da 4,6 miliardi di dollari.