Entro la fine del 2025, circa 25.800 aziende tedesche potrebbero dichiarare fallimento, il doppio rispetto al 2021. È quanto emerge – riferisce l’agenzia Noa – da uno studio redatto dall’Istituto economico tedesco (IW).
«Ciò è dovuto alle crisi degli ultimi anni, che hanno colpito duramente l’economia tedesca. La pandemia ha innescato un’inversione di tendenza nel numero di insolvenze: negli anni precedenti, erano meno le aziende che presentavano istanza di fallimento. Durante la pandemia si è toccato il punto più basso, quando l’obbligo di presentare domanda era stato sospeso», si legge nel rapporto.
«Tuttavia, dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, i prezzi dell’energia sono aumentati drasticamente. L’aumento dei prezzi e i successivi anni di recessione hanno colpito duramente gli imprenditori», prosegue lo studio.
L’autore del rapporto, Klaus-Heiner Roehl, ha sottolineato l’importanza di un intervento politico: «Il nuovo governo federale deve invertire la tendenza, rilanciare l’economia e far sì che la Germania torni ad essere una sede imprenditoriale attraente. L’eccessiva burocrazia, le infrastrutture fatiscenti e la carenza di manodopera qualificata ostacolano l’avvio di nuove imprese e aumentano ulteriormente i casi di insolvenza».