Sarebbe «opportuno» prevedere che tra i soggetti privati incaricati di gestire i flussi in arrivo dal magazzino dei crediti dello Stato (1.275 miliardi a fine 2024) fossero comprese le società che recuperano crediti con licenza 115 TULPS e 106 TUB, o in alternativa, prevedere che i soggetti privati selezionati con gara pubblica o AdeR possano dare in sub-servicing parte delle attività alle medesime società.
La proposta viene da Unirec, contenuta in una memoria consegnata al Senato dal presidente Marcello Grimaldi nel corso di una recente audizione dell’associazione. L’ingresso di nuovi soggetti privati nell’attività di riscossione «permetterebbe un recupero efficace dei crediti erariali, riducendo le perdite per l’erario e migliorando l’equilibrio dei conti pubblici, evitando il ricorso a misure straordinarie per coprire i mancati incassi. È chiaramente necessario» – prosegue il documento – «che vengano coinvolti quanti più soggetti possibili per adempiere al fine, con criteri di selezione che dovrebbero garantire la partecipazione di operatori con comprovata esperienza, certificazioni di qualità e adeguati requisiti finanziari e operativi».
Nel 2023 sono stati affidati in gestione alle associate Unirec – imprese che operano in forza di autorizzazione ex art. 115 TULPS o 106 TUB – crediti per un valore di 204,3 miliardi di euro, di cui 30,4 miliardi in conto proprio e 173,9 miliardi in conto terzi (116 miliardi conto terzi cessionario e 57 miliardi conto terzi originator).
In linea generale – si ricava dall’ultimo report dell’associazione – dei 173,9 miliardi affidati in conto terzi, sono stati recuperati 17,2 miliardi con una performance media del 10%. A livello di performance in Conto originator (sugli importi affidati), nel settore utilities/telecomunicazioni si attesta al 50%; nel bancario al 15%; nel finanziario al 21%; nel commerciale al 31% e nel settore assicurativo al 23%.